A scuola i nostri ragazzi. Sono sempre di meno ma i costi aumentano. E allora… – Giornalemio.it

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E poi continuano a ripetere a vuoto , dalle stanze dei Palazzi del potere, che lo spopolamento avanza. Non si creano famiglie, nascono sempre meno bambini e, inevitabilmente, i servizi si tagliano anche a causa di devastanti politiche accentratrici in corso da tempo come accade per la sanità, le banche, le poste e via accorpando. Per la scuola è lo stesso, ma i costi aumentano. E gli incentivi? A chiederselo è Antonio Serravezza, che a scuola ci è andato quando la ”grande proletaria”, l’Italia, annoverava famiglie e scuole numerose e il grembiule, accanto all’ammonitrice ”bacchetta” del maestro, serviva a far di conto e a imparare storia e geografia…Al suono della campanella, quest’anno, sono tornati stamani tra i banchi 70.704 studenti lucani, 1.614 in meno rispetto a un anno fa. Le classi sono 4.080, 15 in meno rispetto a un anno fa. L’Ufficio scolastico regionale “in queste settimane ha effettuato 418 nomine in ruolo di docenti e assegnato 1.111 supplenze annuali, e di queste il 33% sono sul sostegno. Quanto al personale di assistenza tecnica e amministrativa (Ata), sono state effettuate 104 assunzioni e assegnati 265 contratti a tempo determinato”. E’ il termometro che la deriva continua. E i ragazzi e le famiglie? Si sono arrangiate con il ricorso, laddove possibile, al mercato dei libri usati. Ma non è finita. L’aumento dei costi dell’ energia sta mettendo in difficoltà gli enti locali. Tagli sui consumi in arrivo e, a quanto pare, anche per le mense scolastiche. Si torna a panini con frittata, frutta e acqua portati da casa. Non meravigliamoci. Ma puo’ essere una soluzione.
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SCUOLA QUANTI MI COSTI
Più dei rincari preoccupano i ritardi perché se le consegne dei libri di scuola continueranno a slittare è molto probabile che la maggior parte degli studenti inizia l’anno scolastico con lo zaino mezzo vuoto. I libri infatti non si trovano perché le case editrici, alle prese con gli astronomici rincari della carta, hanno rallentato i processi di stampa e dunque in tanti si presenteranno in classe sprovvisti dei testi richiesti per l’anno in corso. Questa situazione ha ridato impulso al mercato dei libri usati anche se le edizioni non sono aggiornatissime, molti docenti sono diventati più tolleranti e dunque accettano anche testi di qualche anno fa. Sembra rientrato l’allarme lanciato nei giorni scorsi da alcune associazioni di consumatori che avevano parlato di aumenti anche del 10%. In realtà, anche grazie al tetto dei prezzi fissati dal Ministero, la variazione non ha superato l’1,5%. Una magra consolazione visto che i prezzi di alcuni testi sono già molto alti. Dunque la tendenza dei consumatori è quella di acquistare solo lo stretto necessario. Lo zaino riposto nell’armadio lo scorso maggio può andare più che bene anche a settembre. Un imbocca al lupo a tutti gli studenti….senza mascherina!
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