Scuola, il rientro per 38mila alunni senza più doppi turni. Mancano però gli insegnanti di sostegno – ilmessaggero.it

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Un rientro a scuola che ha il sapore del ritorno alla normalità. Per i quasi 38mila alunni del Viterbese (nello specifico, sono 37.740 suddivisi in 1.911 classi) la giornata di ieri è scivolata via senza particolari problemi. Dopo due anni segnati dal Covid-19, le restrizioni sono state superate e si può tornare tutti in presenza senza ingressi scaglionati. Per ora, insomma, buona la prima. Con qualche ombra che resta, però, nel settore del sostegno.
Prima, le buone notizie. “È stata una bellissima giornata. Al Canonica di Vetralla, abbiamo organizzato una cerimonia con il presidente della Provincia e il sindaco per salutare le cinque classi prime, tre dello scientifico sportivo, una per lo scientifico e una per il linguistico. Avevo il piazzale pieno tra alunni e genitori. Una grande emozione poter tornare a guardarsi negli occhi senza i volti coperti dalle mascherine”, racconta Andreina Ottaviani, dirigente dell’Iis Farnese cui fanno capo l’Alberghiero di Caprarola, quello di Montalto di Castro e, appunto, il Canonica. Proprio qui la preside ha registrato quest’anno un’impennata di iscrizioni. “Soprattutto all’indirizzo sportivo – commenta – grazie ai progetti realizzati, come il campus estivo che abbiamo appena concluso e completamente gratis per i ragazzini dai 6 ai 12 anni, e alle dotazioni. Siamo, ad esempio, l’unica scuola in Italia ad avere una pista di atletica al coperto”. Negli istituti diretti da Ottaviani, il personale è già quasi al completo. “Salvo pochi casi, le cattedre sono state coperte così come il personale Ata è stato assegnato”, testimonia. 
Bene l’avvio dell’anno anche al liceo scientifico Ruffini di Viterbo e all’istituto comprensivo Ellera. “Ho incontrato gli studenti e – testimonia la preside Claudia Prosperoni – c’è tanto entusiasmo nel riprendere, soprattutto senza doppi turni. La speranza è che il Covid sia ormai alle spalle e si possa assicurare un intero anno in presenza”. Allo scientifico, intanto, come già sperimentato lo scorso anno da aprile, niente più lezioni di sabato. La settimana si è ufficialmente accorciata con lezioni dal lunedì al venerdì come nel resto delle superiori della provincia, con conseguente risparmio energetico. 
Qualche aggiustamento resta invece da fare per gli insegnanti di sostegno. “Purtroppo – spiega Brunella Marconi, segretaria dello Snals Confsal provinciale – ne mancano ancora. Il Miur ha previsto troppo pochi posti e ora si sta facendo una ricognizione nelle scuole per capire il reale fabbisogno. Mancano anche i docenti con titolo di specializzazione e alcuni ragazzi non sono coperti in base ai criteri che prevedono il rapporto uno a uno nei casi più gravi”.

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